Oggi, il 27/01 verrà celebrato il Giorno della Memoria.

Il 27/01/1945 le truppe dell’Armata Rossa entravano all’interno del campo di sterminio di Auschwitz, oramai abbandonato e pieno di moribondi che i tedeschi avevano lasciato al loro destino. I nazisti avevano lasciato solamente devastazione e morte dietro di loro. Molti membri di quella spedizione rimarranno tormentati per sempre da ciò che videro, vi erano mucchi di cadaveri e sacchi pieni di cenere dei corpi bruciati.

Entrando ad Auschwitz, i russi trovarono un mondo a parte, isolato dal resto della Terra, in cui regnava la morte e si faticava a distinguere i morti dai vivi. I russi trovarono un luogo dove il sole non sorge mai e furono avvolti da questa notte eterna di morte e di prigionia in cui non esistono più sole e speranza.

Quei pochi secondi, usati dai sovietici per aprire le porte del cancello, avrebbero avuto un’enorme risonanza sulla storia dell’umanità, anche se quei soldati non ne erano a conoscenza.

Quei ragazzi divennero protagonisti dell’inizio della fine della Seconda Guerra mondiale, un momento che avrebbe segnato la storia dell’umanità e che avrebbe provocato una cicatrice che ancora oggi non si è rimarginata e che continua a sanguinare.

Quella cicatrice sanguina ogni volta che si sente la parola negazionismo, quella cicatrice sanguina ogni volta che si legge sui giornali di una strage compiuta da gruppi estremisti neo-radicali di destra.

Oggi è il Giorno della Memoria, serve a non dimenticare, e proprio in questo periodo la cicatrice che Hitler ha lasciato aperta sanguina di più. Sanguina quando vengono proferite frasi come “parliamo della memoria che non c’ho voglia di fare lezioni”, oppure “raga, oggi attacchiamo co ‘sta roba della memoria che non c’ho voglia di sentire spiegazioni”. Frasi come queste vengono dette spesso in questo periodo, ma molti di questi ragazzi sono stati bambini e da bambini forse sono rimasti scioccati dalla Shoà. Saranno forse rimasti scioccati dai massacri compiuti dalle Waffeln-SS nei Lager come Auschwitz, Dacau, Berghen-Belsen…

Io ho sentito una storia dell’orrore che raccontava di un dottore che lavava gli occhi con l’acido e iniettava cemento nelle ovaie delle donne: quel dottore si chiamava Josef Mengele, l’angelo della morte. Era un medico lauraeto ed eccellente che era però crudele ed insensibile, che considerava gli umani come cavie e uccise centinaia di bambini in Polonia, per poi fuggì in Brasile. La Shoà portò con sé morte e devastazione, SS e violenza. E tutto questo perché? Solamente perché dei ragazzi potessero usarla come scusa pur di saltare qualche ora di lezione. Una scusa che ha avuto 6 milioni di morti come prezzo in anticipo.

Se molti ragazzi sono insensibili e crudeli e considerano 6 milioni di morti solo come una scusa per saltare la lezione, allora dobbiamo chiederci se loro sono davvero migliori di Mengele? Se sono davvero migliori delle SS?

Oramai il genocidio ebraico è un’oggetto che ci permette di non studiare, una cosa, materiale umano. Al giorno d’oggi ci siamo veramente evoluti?

articolo di Mattia Micheli

CONDIVIDI

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO