25 Aprile 1945. Sandro Pertini richiama gli italiani allo sciopero e all’insurrezione contro i nazisti occupanti.

Arrendersi o perire!” è il dilemma posto ai tedeschi, ma non solo: è il grido di battaglia dei patrioti e di tutti quelli che sono stanchi di vedere la propria nazione, la propria terra, le proprie case e le proprie famiglie tenute in scacco da stranieri che si sono presi tutto questo con la forza.

È un grido che risuona alla radio e giunge nelle strade, nelle piazze, nella testa e nel cuore di milioni di italiani che vogliono riprendersi ciò che gli appartiene.

Leggere gli avvenimenti di quella giornata dopo 70 anni fa pensare che l’Italia non sia poi così debole: al giorno d’oggi siamo abituati a vedere un’Italia in crisi, che procede a rilento rispetto alle “grandi” d’Europa, vittima di un governo che non sa governare e che fa fatica a rialzarsi. I tempi sono cambiati ma siamo ancora forti, c’è ancora chi crede nella bellezza e nei valori dell’Italia, c’è chi ancora vuole dare un senso alla liberazione. Il passato va custodito, non dimenticato e come ci ricorda la canzone “Non maledire questo nostro tempo”, scritta per i patrioti del 25 Aprile, “[…] anche dopo il più freddo degli inverni ritorna sempre la dolce primavera, la nuova vita che comincia stamattina, in queste mani sporche ha una bandiera“.

Onore dunque ai patrioti e a tutti gli italiani che hanno combattuto e perso la vita per riconquistare la libertà, di cui ancora oggi noi possiamo godere.

Articolo a cura di Fabio Altieri (Redazione esterna)

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