Nel 2015 entrava in vigore la legge n. 107 e con essa anche l’obbligatorietà di partecipazione all’Alternanza Scuola-Lavoro. La legge è stata criticata fondamentalmente per la poca chiarezza e ha causato molteplici problemi e incomprensioni.  Ultimamente, a seguito della sua entrata in vigore, gli studenti italiani di svariate Province si sono mobilitati per rivendicare i propri diritti e suggerire modifiche della legge. Anche la gioventù comasca ha deciso di prendere parte alla mobilitazione generale avvenuta ieri, venerdì 24 novembre, al fine di manifestare contro l’attuale situazione e portare le proprie proposte di modifica, che andrebbero a estendersi sul territorio provinciale. Il sindacato studentesco “Unione degli Studenti” (UDS), in collaborazione con i rappresentanti degli Istituti superiori comaschi e con la Consulta Provinciale degli studenti di Como, ha quindi elaborato i propri spunti di riforma e li ha condensati in una proposta constante negli otto punti che seguono:

1.       La stimolazione di una maggior coesione tra studenti e professori nella scelta di un’esperienza che si basi sul Percorso Formativo dell’Individuo (differente, almeno in parte, da quello d’indirizzo) e sulla valorizzazione degli studenti più propositivi.

2.       L’introduzione del controllo obbligatorio, da parte del docente tutor, del luogo di Alternanza dello studente affidato con almeno un sopralluogo nell’ambiente lavorativo.

3.       L’obbligatorietà di un percorso di formazione sulla sicurezza e i diritti dei lavoratori in orario curricolare.

4.       Il diritto per gli studenti che svolgono un ruolo di rappresentanza di poter partecipare alle assemblee a esso connesse, senza che queste ore siano sottratte a quelle di alternanza.

5.       La compatibilità con lo studio per casa, al fine di evitare un’eccessiva concentrazione di prove nei giorni immediatamente successivi all’esperienza di Alternanza.

6.       La costruzione di un percorso di valutazione condiviso, ossia illustrato da parte del datore di lavoro allo stagista, così che questi possa comprendere quelli che sono i suoi punti di forza e le sue debolezze. L’eventualità, anche, di una valutazione, da parte dello studente, della sede di Alternanza.

7.       Il risarcimento, nel caso in cui la sede di alternanza sia stata proposta dalla scuola, dei costi dei trasporti necessari per giungere sul posto di lavoro, qualora lo studente si trovasse a dover affrontare delle spese in questo senso.

8.       Il diritto di astenersi da mansioni che lo studente reputa per sé degradanti, ciò con la possibilità d’intervento da parte del tutor scolastico e l’eventualità di ricollocamento, qualora dovesse reiterarsi la situazione di disagio.

Ieri, dalle ore 8:15, per sostenere questa iniziativa si sono radunati sotto Porta Torre circa duecento studenti provenienti dalle scuole del territorio comasco. A partire dalle ore 9:15 la Manifestazione Autorizzata si è mossa in processione attraverso le vie cittadine: si è passati per il Museo Civico, per poi dirigersi in Piazza del Duomo e, dopo un’altra tappa davanti alla Biblioteca comunale, si è tornati al luogo di partenza. Per circa un’ora si è poi svolta un’assemblea, durante la quale i partecipanti hanno avuto la possibilità di discutere ulteriormente la questione e confrontarsi. Alle ore 11:00 la manifestazione si è sciolta.

 La questione ora è: cosa accadrà? Il giorno 27 novembre i rappresentanti degli Istituti Comaschi e di UDS, avranno la possibilità di incontrare il Provveditore, al fine di instaurare con lui un dialogo riguardo all’Alternanza Scuola-Lavoro e discutere le proposte degli studenti.

Non resta che augurarsi un accordo tra le parti che possa migliorare la situazione attuale. Gli studenti di Como, attraverso la partecipazione diretta e le firme raccolte nelle scuole, hanno dichiarato che non ignorano la questione e non si limitano a uno dissenso passivo, ma sono lieti di operare al fine di perfezionare la legge che li riguarda in prima persona.

Francesco Restelli

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