La Francia ha deciso chi sarà il suo nuovo presidente. Tra il candidato più europeista e la candidata populista, ha vinto Macron con una maggioranza schiacciante del 66,1%.

Buona notizia per l’Europa che vede perdere in una elezione la punta di diamante dell’ondata populista che da un po’ di anni l’ha investita. A vincere è sicuramente una persona che alla posizione della Francia nella UE ci tiene e che almeno sotto quel punto di vista non lascerà niente al caso.

Il nuovo presidente ha parlato anche di come si impegnerà a combattere il terrorismo e ha speso anche delle buone parole per la sua avversaria sconfitta, che già prima che si finisse lo spoglio dei voti aveva chiamato Macron per congratularsi.

Però, a rifletterci bene, al sottoscritto l’elezione di Macron ricorda qualcosa che è successa qui in Italia circa 23 anni fa, nell’anno 1994, quando un imprenditore di successo, noto ai più come il proprietario di Mediaset e del Milan, decise di “scendere in campo” e sei mesi dopo diventò primo ministro.

Le analogie sono molte, tutt’e due hanno vinto alle prime elezioni in cui si sono candidati con dei partiti nuovissimi, tutt’e due hanno idee abbastanza liberali anche se il francese è più spostato a sinistra, sono tutt’e due imprenditori e hanno tutt’e due un forte attaccamento all’Europa come istituzione.

Qualcuno può contestare a questa analogia che Macron era già sceso in campo e che prima di entrare in politica il francese e l’italiano erano a due fasi della carriera completamente diverse, però io credo che il paragone regga: Berlusconi era comunque già legato alla politica, non è segreto che fosse molto legato a Bettino Craxi e al PSI, e la differenza di anni e di avanzamento di carriera può essere messo in secondo piano, viste molte altre analogie.

Questo perché oltre ai paragoni possibili tra i due, ci sono molte similitudini anche nelle circostanze in cui furono eletti. A pensarci bene tutti e due sono stati eletti in un momento di grande incertezza dei partiti tradizionali, in Italia per merito di Mani Pulite e in Francia per colpa di Hollande, del lavoro che a quanto pare ai francesi non è piaciuto più di tanto e di Accoyer che si è fatto trovare a dare soldi ai familiari (un po’ come i partiti durante Mani Pulite).

Sicuramente sono due opportunisti che hanno saputo quando entrare in campo, liberali e con il sogno europeo in testa, e questo basta per renderli molto più simili di quanto non si è detto, nonostante il carattere che sembrerebbe molto diverso.

Vedremo solo poi se Macron avrà la stessa importanza di Berlusconi nella politica del suo paese, per adesso non ci è dato saperlo. Non possiamo fare altro se non sperare che il più giovane presidente francese della storia non si riveli un fuoco di paglia e che mantenga tutte le promesse che ha fatto, a differenza del presidente di FI.

La Francia ha scelto, ha scelto il nuovo e ha scelto l’Europa, solo poi sapremo se è stata la scelta giusta.

Vittorio Balzaretti

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