Come ogni anno, il vertice dei G7, i 7 “potenti” del mondo, terrà il proprio summit in uno dei paesi membri. Quest’anno si terrà in Italia. Gli stati membri sono i Paesi con la ricchezza nazionale netta più grande al mondo. Tra questi troviamo il Canada, la Francia, la Germania, l’Italia, il Giappone, il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America. Inoltre, vi saranno anche due rappresentanti dell’Unione Europea: Junker, presidente della Commissione UE, e Tusk, presidente del Consiglio UE. A guidare il tutto, in Italia, sarà il Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni.

Nelle giornate del 26 e 27 maggio, Taormina, in Sicilia, si vedrà al “centro” del mondo ospitando i 7 grandi. La scelta inizialmente era ricaduta su Firenze, ma dopo una battuta sulla Sicilia, additandola come terra di mafia, Matteo Renzi si è sentito chiamato in causa scegliendo il fortunato paese siculo come ritrovo. La motivazione di questo cambio è stata rinforzata dalla voglia di mantenere viva l’attenzione sul problema dei profughi e della migrazione.

Per questa operazione, se così vogliamo chiamarla, sono state disposte oltre 6300 persone tra forze dell’ordine e militari dell’esercito. È stato disposto, inoltre, un piano per poter controllare la zona con telecamere e droni, come ulteriore garanzia di sicurezza ed ordine. La parola d’ordine è diventata “controllo del territorio”. Da Roma è stato perfino disposto il “ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne” dalle ore 00.00 del 10 maggio alle 24.00 del 30 maggio 2017.

Nella cittadina di Taormina è già stata predisposta una zona rossa, che corrisponde al centro storico e zone limitrofe, ma tutto ciò, come detto da Renzi, creerà non indifferenti disagi per i residenti che per accedervi dovranno essere muniti di un badge speciale fornito dal comune.

Certamente non mancano le contestazioni, molte sono più che valide e difficili da smentire. Quella che di sicuro è maggiormente condivisa è il fatto, ingiusto, che 7 stati decidano per tutti gli altri; si instaura quindi il meccanismo per cui “chi è più ricco decide per chi è più povero”. Le linee politiche che vengono prese durante questo vertice sono, spesso, distruttive per le popolazioni più povere che vengono escluse senza avere alcuna possibilità di esprimere la propria opinione, che le riguarda in prima persona.

I rappresentanti dei governi più forti economicamente si ritrovano ogni anno in località di lusso, sostenuti da un ingente apparato mediatico, per raccontare al mondo gli effetti “positivi e stimolanti” delle loro azioni politiche sulle popolazioni meno abbienti, mentre sottobanco continuano a sostenere un sistema sempre più distruttivo.

La Coalizione Italiana Contro la Povertà (GCAP Italia) porta avanti un dialogo costante con le istituzioni, facendosi portavoce di una richiesta precisa: non giocare d’azzardo con il futuro del pianeta e dell’umanità.

Un’altra motivazione di contestazioni, riguardanti il G7 di Taormina nello specifico, è mossa contro il rischio della minaccia del terrorismo che negli ultimi anni si fa sentire più che mai. Basti solo prendere l’esempio di Londra, Berlino e Nizza.

Per di più si pone il problema della cementificazione dei luoghi dove si tengono queste riunioni. Per rimettere a nuovo tutta l’area di Taormina sono stati stanziati 40 milioni: 25 per i servizi e 15 per le opere. Ma al mese di marzo non un euro era stato ancora speso. I ritardi sono dovuti alla nomina, 6 mesi dopo la scelta del luogo, del commissario straordinario del governo, Riccardo Carpino. Per questo motivo non è stata bandita alcuna gara d’appalto, con il rischio d’infiltrazione, molto alto, della mafia. Il presidente dell’autorità anticorruzione Raffaele Cantone commenta “Quello che ho detto è semplice: assegnare lavori con il meccanismo della somma urgenza, optando per una deroga che in pratica non è mai stata fatta, si presta chiaramente ad un rischio maggiore d’infiltrazione stiamo parlando di affidamenti senza limiti d’importo semplicemente con 5 preventivi”.

Al mese di marzo era stato fatto un bilancio dei lavori:
– due elipiste in fase di soluzione
– restyling delle strade di collegamenti con Catania incompleti
– provinciale con una sola corsia a doppio senso a causa di una frana
– ristrutturazione del Palazzo Ducale dei Congressi ancora in pieno svolgimento

L’Italia si trova nella stessa situazione nella quale era finita precedentemente nel 2015 per l’EXPO. È quindi evidente che il nostro paese rischia, ancora una volta, di fare brutta figura.

Riporto una citazione del libro “Non lavate questo sangue” di Concita De Gregorio, che credo si presti bene, nonostante si riferisca al G8 di Genova del 2001: “La critica portata dal movimento antiglobalizzazione ai vertici come quello di Genova è radicale: non hanno senso né ragione di essere, non sono rappresentativi dell’intera popolazione mondiale. Non sono un organismo legalmente, istituzionalmente riconosciuto. Ne esistono altre, di organizzazioni internazionali: perché le decisioni non si prendono li? Queste sono otto persone, rappresentanti di otto paesi (Giappone, Russia, Usa, Canada, Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna) che si arrogano il diritto di decidere sul clima, sull’alimentazione, sulle fonti energetiche, sulle regole dell’economia mondiale a nome e per conto dell’intero pianeta. E l’Africa, l’America Latina, il Centro America, la Cina, l’Oriente Medio ed Estremo dove sono? Non contano, forse? Contano meno? I grandi sono i più ricchi, è vero. Ma è forse la ricchezza il criterio fondante del potere democratico?

Alessia Loi

CONDIVIDI

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO