Stiamo vivendo un time-out senza direttive concrete. Il male è il nostro spettatore silenzioso, osserva dalle tribune in penombra e sventola una bandiera scura.

Nel mondo che vogliamo ignorare la partita continua: è devastante. Sono tante le vittime di cui un leggero sussurro porta notizia, altrettante quelle di cui non si conosce nemmeno il nome.
È il gatto che gioca col topo, lo aspetta fuori dalla tana e di soppiatto gli si scaraventa addosso.
È il lato della medaglia che speravamo di non conquistare. È una paura che abbiamo inflitto ma che non vogliamo temere.
Ora è qui. Ora il terrore è arrivato nel nostro materialistico e lucroso primo mondo. Non siamo più noi ad agire in silenzio su popolazioni stremate, a stabilire unilateralmente ciò che ci appartiene e non sono le nostre multinazionali a dettar legge.
Ad operare su di noi ora sono loro – difficile definirli -, gli esseri ossimorici: umani e disumani.
Complicato assumere un atteggiamento atarassico quando ancora ribolle in me una rabbia amara e timorosa, sento di essere anche io una loro conquista, dal momento che TEMO. È il terrorismo.

Terrorismo. Se veramente tutto ciò è nel tuo nome Allah, caro mio vecchio dio, allora richiama all’ordine i tuoi followers, illustra loro il tuo messaggio, generosamente recitato da Maometto agli scrittori del Corano, dove in ogni sua Sura traspare le tua essenza divina e paterna. Dì loro che l’Islam è tolleranza, che l’Islam è, come cristianesimo ed ebraismo, una religione rivelata che vede nel buon Abramo il capostipite. Dì loro che non importa se non vi è un ritorno all’età dell’oro ed al sogno condiviso di un mondo mussulmano. Oppure digli che non esisti, faglielo capire. Questa tua lontananza, dio, ti rende perdente, non re dell’universo. Ti rende tiranno. Anche tu, essere ossimorico.
Papa Francesco – ribadendo come si stia combattendo una Terza guerra mondiale già da tempo – ha precisato con voce sincera e tremante che la religione è umanità, non questo. Allora perché vestire panni innocenti e non adottare quella schietta sicurezza che si nasconde dietro ad un “Allah akbar”, a quei volti scoperti ed a quelle gesta atroci?
Possiamo ricercare le cause di tutto ciò, puntare il dito oltre mare e guardarci un po’ in tasca, possiamo accendere candele e ricordare chi ha smesso di essere libero, vivo. Possiamo bombardare il nemico. Potere è volere, in particolare economico-politico. L’eticità è oppressa ed anche esse trema.
I pregi dell’occidente, frutti coltivati per secoli, risultati di guerre, rivoluzioni e imprese leggendarie, come la democrazia, la secolarizzazione e l’arte sono ciò che loro detestano. Odiano i colori, la loro bandiera è nera. Detestano la musica, preferiscono gli spari. Odiano la natura, si muovono nel nulla desertico. Disprezzano l’arte e la civiltà, riducono tutto in macerie fumanti.
Ora l’occidente attende come un ingenuo bambino la notte di Natale, aspetta un’altra ventata di terrore che lo faccia rabbrividire. Siamo come pesci che girano attorno all’amo invisibile o ben camuffato. Abboccheremo. E loro continueranno ad attendere con la pazienza di un vecchio pescatore senza più pensieri, la pelle bruciata dal sole e corrosa dalla salsedine. Un pescatore che non teme l’arrivo della tempesta, ha imparato a conoscerla. Noi non possiamo accorgerci di come l’acqua diventi scura e si increspi, non possiamo metterci al riparo.
Abbiamo tutto ma ci sentiamo impotenti. Loro hanno soltanto armi e si sentono capaci di tutto.

Quanto durerà tutto questo? Come reagire?
Tutto ciò che possiamo fare è continuare a vivere come abbiamo sempre fatto, non smettere di viaggiare, di amare e di creare bellezza. Dobbiamo essere orgogliosi e meno scettici verso noi stessi. Nonostante questa effimera consolazione, muoverci nel contesto odierno non è semplice, tracciare le coordinate del mondo attuale richiede molta attenzione ed informazione e non ve ne è mai abbastanza. Osservare e sentirsi sballottati tra plurime verità è normale, siamo coinvolti in un caos ed avere piena percezione di quanto avviene è impensabile.
Impensabile. Eppure la realtà mostra uomini che come trofeo innalzano teste mozzate di altri uomini. Uomini che in nome di un dio compiono le peggiori bestemmie dell’ umanità. Esseri ossimorici.

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Liceo Teresa Ciceri – Sono una persona che non si arrende mai e da sempre il meglio di se: nello studio, nella pallavolo e nella vita. Amo scrivere e conoscere sempre cose nuove. Mi piace viaggiare e sono molto affezionata al paesaggio lariano.

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