Lunedì 4 dicembre ’17 abbiamo intervistato Filippo Malacrida e Daniel Nehme, candidati di “ Cavallieri dell’apocalista” nonché rappresentanti di istituto del Giovio, per avere una loro opinione sui temi caldi del liceo scientifico e linguistico di via Pasquale Paoli.

Siete stati eletti il 27 ottobre, dopo poco più di un mese di mandato che idea vi siete fatti della carica?

N: Prima di tutto, l’essere rappresentante necessita di una gran quantità di tempo, però nel momento in cui ti candidi sai a cosa vai incontro.

Quando vieni eletto senti anche un grande senso di responsabilità, si parla di scelte e il fatto che le tue decisioni rispecchino l’opinione di 1600 studenti ti fa sentire un certo peso, ti rendi portavoce dell’esperienza scolastica di qualcun altro.

Alle elezioni, di 4 rappresentanti, 3 degli eletti erano della vostra lista. Cosa vi ha fatto fare lo step in più e vincere? Quanto ha influito il video?

M: Partiamo dal video. Dicono che sia venuto molto bene, però per quello dobbiamo ringraziare il buon Andrea Sinisi, che fa funzionare tutto al Giovio e che si è occupato anche dell’apparato tecnico della presentazione delle liste.

Il video ha avuto effetto, è stato girato bene e aveva dei personaggi che hanno fatto colpo sul pubblico, però abbiamo avuto un grande iscontro per ciò che riguarda quello che abbiamo esposto durante le presentazioni e il modo in cui è stato esposto, soprattutto, pensiamo di aver fatto colpo soprattutto grazie alla presentazione del nostro progetto.

Parliamo sempre di liste. il vostro programma si basava su idee molto semplici e, teoricamente, molto facili da applicare a differenza di ltre liste che proponevano programmi molto più radicali e rivoluzionari. Dopo un mese dall’elezione, quindi dopo un primo assaggio dell’istituzione Giovio, cosa pensate che riuscirete a fare e cosa no?

N: La scelta voluta dalla lista, che è stata una delle chiavi del successo, fu quella di proporre solo punti chiari ed essenziali e non immaginare scenari impossibili. Abbiamo voluto puntare a cose che fossero inerenti alla scuola e stiano a cuore agli studenti.

Ad oggi possiamo dire di aver già fatto i primi passi per quello che riguarda la biblioteca. Ci siamo attivati e abbiamo già partecipato alle prime riunioni.

Abbiamo fatto passi da gigante anche per la giornata della creatività. Abbiamo ottenuto più possibilità di partecipazione e stiamo arrivando al compromesso per far uscire tutti gli alunni nel caso ci fosse l’adesione di un sufficiente numero di classi.

Riguardo all’autogestione, stiamo aspettando il primo consiglio di istituto, dovremmo riuscire a farne una da ricordare e quindi di non fare solo conferenze, ma di farne una bella, con la rinuncia del torneo di calcio ,perché lo spazio esterno non sarà utilizzabile, ma con altre proposte. È una grande conquista.

Riguardo la biblioteca?

M: per quanto riguarda la biblioteca, è stato avviato un progetto. Purtroppo ci vorrà molto tempo e molto impegno, sia da parte dei docenti sia da parte studenti.

È stato messo in preventivo di entrare nel circuito provinciale, ma bisogna avere alcuni requisiti: ad esempio bisogna avere un certo numero di libri di un certo tipo.

È qualcosa che si otterrà nel tempo, quindi non quest’anno e neanche l’anno prossimo, sarà un traguardo da raggiungere solo con il lavoro continuo.

Ritorno al tema dell’autogestione. Cosa ha portato alla scelta di non utilizzare gli spazi esterni?

N: Prima di tutto non è stata una scelta del dirigente e non abbiamo ancora avuto un consiglio e quindi non abbiamo ancora avuto la possibilità di parlarne col lui.

In una discussione avuta solo con la vicepreside si è parlato della possibilità, che sarà trattata con più attenzione in sede di Consiglio di Istituto, di organizzare un’autogestione senza spazi esterni.

È sicuro?

Non c’è niente di sicuro, poiché il primo Consiglio si terrà il 5 dicembre. Per adesso si parla di voci. Niente di ufficiale.

Quello che si era accennato con la vicepreside è che, essendo questa l’autogestione più fredda dell’anno e visto il problema degli imbucati, si poteva provare a risolvere i problemi dell’autogestione non utilizzando gli spazi esterni.

Visto che le problematiche sono oggettive e dato che gli spazi esterni sono i più difficili da gestire, perché ci sono gli imbucati e anche la dispersione di gioviali che non partecipano ad attività, una soluzione possibile sembrerebbe essere quella di eliminare il torneo di calcio, che ha un perimetro immenso e comporta una sorveglianza troppo vasta, o il concerto, che è un conglomerato di gente dove non si distingue il gioviale dall’imbucato.

È un’idea che però vogliamo ridefinire. La nostra idea è salvare il concerto delimitando con un nastro solo il cortile esterno, riducendo comunque la sorveglianza. Non salveremo il torneo di calcio.

Quindi una seconda autogestione, fatta in un periodo più caldo, verrà fatta anche all’aperto?

N: Dipende tutto da come va la prima.

Dopo una prima autogestione si può analizzare il risultato, guardare come è andata e quanta è stata la partecipazione.

Se ottenessimo un risultato che noi riteniamo soddisfacente, e se così fosse anche per il preside, la vicepreside e il corpo docenti, non è detto che non si riesca a organizzare un’autogestione con gli spazi esterni, anzi, è un nostro obiettivo.

Questa situazione non però noi non la vediamo come una limitazione, ma come una opportunità.

Cambio argomento. Parlo di qualcosa che ha causato forti discussioni in periodo elettorale: la settimana corta. È stata proposta da una lista, ad oggi c’è un sondaggio internet proposto dall’istituto, ma si tratta di una proposta già bocciata sia dagli studenti sia dai genitori l’anno scorso. Voi che ne pensate?

M: Per ora, a livello di Giovio, non c’è niente di certo riguardo alla settimana corta.

Il Governo ha intenzione di obbligare tutte le scuole a passare alla settimana corta nel giro di qualche anno per motivi economici, perché avrebbero dei risparmi sulla gestione degli edifici, dei professori e dei collaboratori scolastici. Noi non parleremo di questo tema al prossimo consiglio, ma ne parleremo a un consiglio straordinario che credo verrà indetto appositamente per avere una discussione con i docenti e i genitori.

I docenti hanno già votato a favore, ma pare che sia passata solo con un 50%+1, quindi anche lì c’è forte divisione riguardo l’argomento e questo ci fa preoccupare un po’.

Quello che pensiamo noi è che, se la settimana corta deve diventare legge, probabilmente converrebbe iniziare subito a preparare una modifica per quelle cose, come la didattica, soggette a questo grande cambiamento per arrivare preparati al momento del cambiamento. Se i docenti avessero del tempo in più per adeguarsi ai nuovi orari, forse riuscirebbero a lavorare meglio di quanto farebbero di fronte ad un cambiamento improvviso.

Voi siete due studenti di 5°, come persone che fanno i rappresentanti e che si devono anche preparare alla maturità, avete dei consigli per chi si troverà nella vostra situazione?

N: Il consiglio è avere le idee chiare quando si intraprende il percorso.

Bisogna sapere che più ci si avvicinerà all’esame più tutto sarà intenso e complicato.

Se mi chiedi se bisogna farlo, la risposta è sì, così come abbiamo sempre affermato quando qualcuno ce lo chiedeva. Bisogna partire determinati e sapere già che il tuo percorso sarà diviso tra didattica e rappresentanza.

La chiave del successo è partire in quinta, in tutti i sensi.

C’è un commento che volete fare su un argomento che non ho trattato?

M: Leggete tutti il Turpiloquio.

Siamo molto contenti di poter parlare per il Turpiloquio, che reputiamo una piccola realtà che ha un grande potenziale e speriamo che la vostra testata abbia successo.

Come rappresentanti del Giovio siamo stati molto felici di lavorare con voi, e speriamo di farlo pure in futuro.

Grazie.

N&M: Anche a voi.

In seguito del consiglio di istituto, gli intervistati ci hanno chiesto di poter fare alcune rettifiche alle affermazioni fatte e di poter fare un appello a tutti i gioviali.

M: Dobbiamo purtroppo annunciare che la prima, e per il momento solo quella, giornata autogestita del Liceo Paolo Giovio, in programma il 21 dicembre, sarà interamente realizzata al chiuso, senza possibilità di utilizzo degli spazi esterni.

Ma partiamo dalle premesse.

In qualità di rappresentanti d’istituto siamo stati convocati prima del Consiglio dal dirigente scolastico a cui abbiamo esposto il nostro piano per l’utilizzo degli spazi esterni. La proposta era di utilizzare il cortile interno e le palestre coperte, ma abbiamo subito riscontrato una severa opposizione: il dirigente lo ha dichiarato irrealizzabile per motivi di sicurezza in relazione ai fatti accaduti durante l’ultima assemblea d’istituto dello scorso anno, fatti che sono ormai tristemente di pubblico dominio e che non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni. Ci è stato inoltre comunicato che i professori avevano deliberato in collegio docenti la loro “indisponibilità” per la sorveglianza esterna durante questo evento.

Lo stesso giorno abbiamo preso parte al Consiglio d’istituto, oltre alle varie problematiche legate all’insediamento dei vari organi collegiali, siamo riusciti a ritagliarci uno spazio per esporre la nostra proposta e, soprattutto, siamo riusciti a esporre le nostre perplessità relative alla sicurezza/organizzazione di fronte al DS, ai rappresentanti di genitori e docenti.

Il DS ha prontamente impugnato la delibera. Le sue parole sono state seguite da un imbarazzante momento di perplessità da parte dei docenti che hanno poi riconosciuto di aver votato per essa, ma non secondo i duri limiti che abbiamo criticato. Si sono detti disponibili ad analizzare le condizioni previste dal verbale e successivamente venirci in contro per trovare un compromesso che potesse accontentare entrambi gli schieramenti.

Una notizia positiva rispetto alla chiusura totale del DS, ma purtroppo non applicabile per la prossima assemblea a causa dei tempi necessari alle trafile burocratiche.

A questo punto l’unica soluzione che ci si prospetta è l’autogestione interna con l’auspicio di risolvere la questione entro la data dell’autogestione primaverile.

Vogliamo assicurarvi che siamo i primi a non essere soddisfatti e, soprattutto, rimaniamo perplessi rispetto all’attuazione di questa assemblea d’istituto. Non abbiamo la possibilità di fare nient’altro e quindi abbiamo deciso di fare un appello a tutti i gioviali:

È ora di inviare un messaggio al DS e questo messaggio deve innanzitutto passare per la partecipazione e l’interesse di tutti per questo evento di cui siamo sempre stati fieri e per cui altri prima di noi hanno duramente combattuto.

Invitiamo tutti a venire al comitato organizzativo che avverrà il 11/12/17, nel quale speriamo di dare subito una grande risposta alla scuola grazie a proposte di nuove attività e una presenza attiva e responsabile dei partecipanti all’assemblea.

Noi abbiamo deciso di impegnarci malgrado i notevoli limiti imposti e, come già vi abbiamo detto, solo una risposta molto positiva da parte di tutti ci darà la possibilità di organizzare la “peggiore migliore” autogestione degli ultimi anni.

Quindi cari gioviali, se tenete davvero ad una delle più belle e soprattutto invidiate espressioni della “giovialità”, ora più che mai è il momento di fare proposte, di collaborare e di dimostrare che il Giovio è maturo, solido e organizzato. È arrivato il momento, citando un personaggio che conoscete tutti, di essere “liberi e responsabili”.

Noi siamo pronti, e voi?

#wearegiovio

 

intervista a cura di Vittorio Balzaretti

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