Sabato, al presidio antifascista, abbiamo deciso di intervistare Alessia Loi, la portavoce di UDS, per chiederle il suo parere sui recenti eventi riguardanti gli skinhead e Como senza frontiere.

La manifestazione era programmata per durare più a lungo. Dovevano esserci molti interventi di uomini politici importanti, invece il presidio, è durato relativamente poco senza che nessun esponente del PD prendesse parola. Che ne pensi?

Penso che sia stata una mossa molto intelligente perché non siamo qui come partiti ma come comunità che si ribella al fascismo e a quello che è successo. Forse intelligente non è la parola giusta, credo che sia stato una mossa giusta e molto equa far parlare tutti e non solo quelli del PD.

È stata una manifestazione organizzata dal PD e comunicata alle altre associazioni solo in un secondo momento.  Ha avuto un forte dibattito politico. Credi che tutto questo abbia fatto perdere un po’ di senso al presidio?

Assolutamente sì. È stato detto più volte, il fatto che il PD abbia lanciato questa manifestazione è stata solo una mossa per le imminenti elezioni.

Ricordiamo che il PD ha tolto l’antifascismo dal suo statuto. È una mossa da ipocriti organizzare questa protesta per poi non fare nulla contro il fascismo.

 Sempre su questi temi, il PD ha tolto l’antifascismo dal suo statuto, ma poi ha proclamato questo presidio. Cosa pensi del fatto che, evidentemente, stanno con il piede in due scarpe?

È una mossa che, secondo me, gli ha fatto perdere credibilità. Proclamare determinate azioni per poi farne altre è da ipocriti.

Non c’è altro da dire.

La manifestazione di questo pomeriggio di FN, o comunque dei neofascisti, è stata bloccata. Nonostante tutto, loro hanno fatto la manifestazione comunque. Cosa ne pensi?

In realtà, c’è molto cui pensare riguardo a ciò che è successo.

Ok, non gli hai dato l’autorizzazione la prima,perché allora gliela dai la seconda? Perché lasciarli manifestare quando gli è stato vietato? ( in questo caso Alessia si riferiva al sindaco)

Non è giusto a parer mio.

Parlando di altro... Tu hai potuto parlare con persone che erano presenti durante l’incursione dei naziskin. Qual è l’opinione che ti sei fatta sull’accaduto?

Penso che la reazione dei membri di Como senza frontiere, che è stata di rispetto nonostante l’azione tanto provocatoria dei naziskin, sia stata molto matura. Hanno potuto dire alla fine: ”Noi vi abbiamo rispetto, ora rispettate noi” e gli skinhead hanno risposto No.

Quel che è successo ci ha fatto capire che c’è ancora bisogno di resistenza soprattutto  con quali persone abbiamo a che fare.

Durante la manifestazione sono stati letti tanti discorsi di uomini della resistenza, o in generale pacifisti,  scritte nel passato. Cosa pensi del fatto che, oggi, siamo ancora qui a leggere discorsi di cinquanta anni fa? C’è stato un miglioramento da allora?

Ci fa capire che stiamo tornando a cinquanta anni fa.

Se, per così dire, ci siamo ridotti a leggere discorsi di cinquanta anni fa, dovremmo metterci a pensare. Parliamo sempre di società che avanza, ma se cose come l’antifascismo mancano e non vengono portate avanti nelle scuole, non possiamo pensare che raggiungeremo mai una società basata sull’accettazione e l’apertura.

È stata fatta tanta pubblicità, se pur negativa, a quello che è successo. Credi che sia stato giusto dargli questa visibilità mediatica?

La pubblicità, se è stata negativa e mette i naziskin in una cattiva luce, può solo aiutare a combattere questi neofascismi e neonazismi.

La pubblicità fatta ha avuto solo effetto positivo:  ha portato la notizia che il fascismo non è mai morto e cresce giornalmente.

intervista a cura di Vittorio Balzaretti

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