Tutti noi sappiamo che il nostro pianeta soffre a causa dei danni che noi esseri umani abbiamo causato nel corso degli ultimi secoli, soprattutto dopo la rivoluzione industriale.

Quotidianamente e in ogni momento noi uomini stiamo inquinando la terra, l’acqua e perfino l’aria. Il risultato delle nostre attività è quello di aver reso il nostro pianeta un luogo sporco e inadatto alla vita di molte specie animali e vegetali, che si stanno estinguendo in massa sempre di più.

Basti pensare che il tasso annuale di estinzione delle specie era pari a 0,1–1 nel XVIII secolo, mentre ora ha superato le 100 specie estinte ogni anno, nettamente superiore al punto di non ritorno stimato a 10. Dobbiamo renderci conto che non possiamo più continuare in questo modo.

Recentemente gli esperti hanno compiuto numerosi progressi nel campo tecnico e scientifico e sono stati scoperti nuovi modi per produrre energia riducendo notevolmente le emissioni di sostanze inquinanti.

Tuttavia, queste nuove fonti di energia “pulita” rappresentano solo una piccola minoranza nel mondo e non sono sufficientemente sviluppate e incentivate. La maggior parte dell’energia che utilizziamo nella nostra quotidianità proviene da fonti non rinnovabili e altamente inquinanti quali i combustibili fossili (petrolio e derivati, carbone, metano, ecc.), che sono la causa principale del riscaldamento globale.

Tuttavia la generalità delle persone sembra non prendere coscienza della responsabilità che ognuno di noi ha di fronte alla natura. Il fatto che gli uomini vivano in un mondo inquinato nuoce non solo al mondo animale, ma anche all’umanità stessa. Il tasso di concentrazione di CO2 nell’atmosfera, che prima della rivoluzione industriale era quota a 280 ppm, ha raggiunto la quantità di 387 ppm superando così il punto di non ritorno (350 ppm). Per questo sono sempre maggiori i fenomeni climatici anomali che causano numerose vittime in tutto il globo e le nuove malattie che sono sempre più difficili da curare, e noi siamo i responsabili.

Probabilmente il motivo per cui non riusciamo ad abbandonare l’utilizzo di tali fonti è di tipo economico. Infatti l’estrazione, il commercio e la trasformazione dei combustibili fossili sono alla base dell’economia della nostra società. La ricchezza di molti Paesi dipende appunto dai giacimenti presenti nel loro territorio. Lo sviluppo delle tecniche di produzione di energie pulite e rinnovabili sarebbe però un’occasione per abbandonare definitivamente il nostro vecchio e nocivo sistema economico e iniziare una nuova economia più attenta alla salvaguardia della natura. Così facendo aumenterebbero anche i posti di lavoro disponibili per i molti esperti che potranno così mettersi all’opera per migliorare sempre di più le tecniche di produzione dell’energia e ciò aiuterebbe i nuovi imprenditori “verdi” che aprirebbero nuove aziende nell’ambito della produzione e vendita dell’energia alternativa. Inoltre una sostanziale diminuzione della richiesta di petrolio nel mondo rappresenterebbe la fine dei sanguinosi conflitti che sono stati causati proprio dall’oro nero.

Tutto ciò potrà avvenire solo e soltanto se noi ci crederemo fermamente. Noi oggi siamo studenti liceali, ma domani dovremo intraprendere una professione. Sarebbe bello se tra di noi potessero nascere numerosi esperti attivi in questo campo, siano essi ingegneri, imprenditori o operai. Il nostro futuro dipende unicamente dalle nostre scelte, da quelle che prendiamo in questo momento. Possiamo scegliere se continuare a distruggere il nostro pianeta o se trovare delle soluzioni per salvarlo. Il tempo stringe. Cosa vogliamo fare?

Articolo a cura di Manuel Mancuso (Redazione esterna)

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