Da un mese a questa parte, in Venezuela, vi sono enormi contestazioni alla politica del presidente Maduro che il 4 maggio ha firmato il decreto che istituisce l’Assemblea Costituente dichiarando “guerra” alle insurrezioni, che contestano questo decreto fin dalla prima idea.

Per le strade di Caracas vi sono scontri e violenze che hanno portato alla morte di 34 persone solamente in un mese. Vi è devastazione, ora, in una città che stava ospitando un corteo pacifico e che, dopo numerosi massacri, ha deciso di reagire con la forza.

Molti episodi di violenza lasciano molto perplessi sulle modalità con le quali il governo sta affrontando questa “emergenza”, se vogliamo chiamarla così.

Un esempio lampante si ha quando i blindati della polizia investono e schiacciano i manifestanti che tentano, in corteo, di raggiungere la sede del Parlamento.

Giovedì 4 maggio è stata la giornata nazionale delle mobilitazioni studentesche. Questa ondata di manifestazioni non poteva non arrivare fin dentro le scuole e le università. Un fatto che ha scosso molto l’opinione pubblica è stata l’uccisione, durante questa giornata, di José López direttamente all’interno del suo ateneo. Il ragazzo, divenuto un leader studentesco, organizza diverse assemblee, ma durante l’ultima dei civili, chiamati “colectivos” che sono il braccio destro del regime, si sono infiltrati e gli hanno sparato più volte prima di scappare in sella ad una moto. Ci sono altri casi, riguardanti altre università, dove i poliziotti hanno sparato granate lacrimogene ad altezza d’uomo, ferendo numerosi studenti, anche gravemente. Molti studenti delle università cattoliche hanno marciato fino alla sede della Conferenza episcopale per lasciare un messaggio indirizzato a Papa Francesco: «Deve sapere che ci stanno picchiando e ci stanno uccidendo».

Sempre la stessa giornata, definita come una delle più disastrose, un ragazzo di soli 17 anni, Armando Coñizales, è stato colpito da un proiettile al collo uccidendolo all’istante. Inoltre, un manifestante ha preso fuoco in seguito all’esplosione di una moto della polizia, ora è ricoverato per ustioni gravissime.

Sono rimasti feriti, durante gli scontri, diversi politici, tra cui Freddy Guevara, vicepresidente del Parlamento, e Julio Montaya, deputato dell’opposizione.

Il presidente Maduro reagisce a tutto ciò strappando la Costituzione scritta dal suo padrino politico, Hugo Chávez. La costituente che sta provando a creare sarà formata da 500 membri, ma solo la metà saranno eletti dal popolo venezuelano a suffragio universale. Gli altri saranno scelti dai consiglieri comunali e altri funzionari, tutti “uomini” del presidente.

Le proteste si alzano, appunto, contro l’espediente del “presidente-tiranno” per evitare le elezioni chieste a gran voce dalle piazze del paese.

Alla ricerca di simboli per questa rivolta, è stata scelta Caterina Ciarcelluti, fotografata mentre lancia sassi contro i poliziotti; definita da subito la “Wonder Woman” delle manifestazioni, è stata ribattezzata da alcuni media “la mujer maravilla”.

Alessia Loi

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