Una delle più importanti proposte che il presidente del senato, nonché leader di liberi e uguali, ha fatto è università gratis a tutti. La proposta è decisamente stata accolta positivamente dal mondo degli studenti, che si vedrebbero togliere una spesa spesso gravosa e decisamente non apprezzata.

Di primo acchito può sembrare una proposta veramente valida per un tema tanto importante quanto lo sono i giovani, il problema è che, come spesso accade, le apparenze ingannano.

La prima parola che mi viene da associare alla proposta del partito del presidente del senato è destra, la proposta di Grasso è evidentemente e incontestabilmente di destra liberale e, per chi si dichiara promotore della sinistra italiana, questo può essere un problema.

Ma perché una proposta del genere è di destra? Di solito quando viene proposto di rendere gratis un servizio si parla di sinistra, di sociale, cos’è che qui fa la differenza?

La differenza lo fa lo status quo. Oggi, in Italia l’università è gratuita per tutti i figli di famiglie incapienti, e comunque segue gli scaglioni del reddito, più si guadagna più si paga. Questa importantissima informazione cambia le carte in tavola perché, evidentemente, sul tema università l’Italia è decisamente avanti sul tema sociale.

Se si decidesse di rendere gratuita l’università per tutti, le uniche persone che ne beneficerebbero sarebbero le persone più abbienti, le persone con più soldi. Per definizione, una proposta che favorisce i ricchi è di destra.

Quindi la proposta di Grasso è liberale, inequivocabilmente non rivolta al sociale, ma una persona un po’ accorta potrebbe chiedere cosa c’è di male di questa proposta? Grasso sarà stato ipocrita a dire che era una proposta di sinistra ma io nel titolo che ho usato è follia, follia è un termine forte, una proposta di destra non è necessariamente una proposta sbagliata. Ma questa sì. Perché?

La proposta è, e questo è un parere personale, completamente sbagliata. L’università per funzionare deve avere fondi, e dando per scontato che il prossimo governo non ne troverà certo per la cultura, le tasse sono vitali.

Io trovo che investire nell’università sia un ottimo modo di spendere i soldi. Sarò di parte, ma lo studio, la ricerca e l’innovazione sono campi in cui investire non è mai sbagliato, i soldi spesi oggi saranno ripagati dalle menti di domani. Il problema della proposta di liberi e uguali è che va a spendere quasi 2 miliardi per permettere a tutti di andare in università spesso mal sovvenzionale e con attrezzatura non adeguate. Io, ad essere sincero, sono molto d’accordo che l’Italia investa nell’istruzione, ma con finanze depresse, i nostri ragazzi avrebbero la sola possibilità di frequentare scuole non a livello

Se non vi è la possibilità di frequentare atenei di eccellenza, avremmo solo una grande quantità di mediocri e le menti eccelse, i cosiddetti cervelli in fuga, saranno da un’altra parte.

Non spendiamo soldi per chi può pagare le rette universitarie, spendiamoli per borse di studio per i meritevoli: così non solo formeremo i geni del domani, ma creeremo anche competizione e la gente sarà motivata a studiare e a mostrare il proprio meglio.

Questa è solo una proposta, anche questa certamente di destra, però permetterebbe all’Italia di essere la migliore in campo universitario, e non uno stato pieno di laureati mediocri che non troveranno lavoro per la troppa concorrenza. Laureati senza un lavoro esistono già, e non ho nessuna intenzione di diventare uno di loro.

articolo di Vittorio Balzaretti

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