“Lavoravamo come animali. La nostra giornata iniziava alle 4.30 del mattino, non ci veniva dato nulla da mangiare. Ci fermavamo solo quando faceva buio.”

“Sono stata costretta a pulire con le mani nude i miei bisogni dai bagni luridi.”

“Se le donne venivano sorprese a lavare i loro assorbenti venivano obbligate a indossarli sulla testa e ad implorare perdono.”

“Eravamo costretti a mangiare topi per sopravvivere.”

Possono sembrare parole di una sopravvissuta ad un campo di concentramento in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale. Non è così. Sono le parole di Ji-hyun Park, rilasciate ad un’intervista pubblicata da Amnesty International in un video chiamato “The Other Interview” del gennaio 2015. La donna, fino a qualche anno fa, è stata detenuta in un campo di prigionia nordcoreano.

La Repubblica Popolare Democratica di Corea, altresì conosciuta come Corea Del Nord, è un paese misterioso. Poco si vuol far trapelare, poche notizie escono e quasi nulla entra. Gli abitanti vivono in una, possiamo definirla, enorme prigione. Sono molti gli obblighi e i divieti imposti dal regime dittatoriale dei Kim.

All’attuale leader supremo del Paese, Kim Jong-un, viene attribuito l’appellativo di “dittatore bambino”, anche se dell’innocenza di un bimbo non vi è traccia, dato che si tratta di un vero e proprio sanguinario.

La pena di morte in Corea del Nord è prevista per reati contro lo Stato, per terrorismo o per omicidio. Non si conosce il numero esatto di esecuzioni annuali, ma si pensa sia attuata in molti più casi rispetto a quelli dichiarati. Alla fine degli anni ’90 le esecuzioni erano così frequenti che vennero sostituite con altre sanzioni. Tra le pene previste tutt’oggi, appaiono alcune sanzioni corporali, come le frustate.

Per evitare uno scambio di informazioni fra il proprio paese e il resto del mondo, la Corea del Nord ha una rete internet privata, la Kwangmyong. Permette di mandare email, visitare i siti di regime, leggere notizie controllate ed accedere ad una biblioteca elettronica.

Anche guardare un film di Hollywood è considerato un reato punito con la Pena Capitale. Dunque, chi viene giustiziato o imprigionato? “Colui che infrange la legge” diremmo. E invece non solo la persona in questione verrà punita, ma il fatto ricadrà anche su nonni, genitori e figli, inviati ai lavori forzati insieme al colpevole.

Sono ancora presenti veri e propri campi di prigionia. A svelare le condizioni disumane a cui sono sottoposti i prigionieri sono stati testimoni come la sopracitata Ji-hyun Park o Shin Dong-hyuk, l’unica persona ad essere riuscita a evadere da una prigione coreana e autore del libro “Fuga dal Campo 14”.

Ogni prigioniero è sottoposto a torture ed esecuzioni pubbliche. È tenuto a rispettare 10 regole, contravvenendo alle quali è prevista la fucilazione immediata. In tali strutture non vengono forniti adeguati capi d’abbigliamento e si svolgono lavori estenuanti senza la minima igiene.

Questo orrore cominciato negli anni ’50 continua tutt’oggi, mentre il mondo tace.

Arianna Civitillo

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO